Progetto Ceferino

Il progetto per l’integrazione del popolo ROM voluto da padre Messina Omi è stato affidato, per la sua realizzazione, alla professoressa Lucia Mallus.

Intervista alla professoressa Lucia Mallus

A scuola con Ceferino

Rom. Molte volte basta dire questa semplice parola, per scatenare in chi ci sta accanto repulsione, paura e disprezzo. Quanto diffusi sono i pregiudizi che vogliono il popolo Rom come un popolo di sequestratori di bambini, ladri, fattucchieri, sporchi e accattoni. Pregiudizi tra i più resistenti, tra i più difficili da scalfire, semplicemente perché si tende a essere chiusi, a non aprirsi verso quella che è semplicemente una minoranza etnica, emarginata e che lotta nell’anonimato per la sopravvivenza. È bene imparare a considerarli come ciò che realmente sono, concittadini, ed è bene che questo sia compreso per primi proprio dai Rom, affinché possano vincere la tentazione dell’illegalità e si possa trovare insieme una strada per sconfiggere il pregiudizio e trovare una convivenza civile. Mentre apparentemente si è sposato il progetto per la loro integrazione, in realtà essi sono male accolti, si cerca di allontanarli e di eliminare i campi rom, senza fornire però una reale alternativa.

Per una vera e profonda integrazione è sempre necessario fornire un autentico sistema di informazione e, soprattutto nel caso dei rom e sinti, i quali hanno una numerosa popolazione minorile, in maggioranza italiana, è fondamentale un sistema di scolarizzazione, una scuola che per molti secoli essi non hanno potuto conoscere, costretti a imparare vivendo in famiglia e nel clan. In questo modo apprendevano tutto ciò che era utile e importante per sopravvivere e la storia del loro popolo ma tutto era raccontato dagli anziani, che tramandavano solo oralmente la loro cultura. Questo modo di apprendere è entrato in crisi negli ultimi secoli, dopo che la rivoluzione industriale ha imposto nuovi modelli economici e culturali, fino ad arrivare a oggi, dove l’analfabetismo, unito a una mancata istruzione, è un problema immane.

È sempre più importante che i ragazzi Rom possano frequentare le scuole e lo possano fare con continuità e non sentendosi degli intrusi, e perché questo non succeda è necessario che la loro cultura sia conosciuta dagli insegnanti e dagli altri ragazzi e che sia rispettata la loro diversità ma anche che si spendano forze congiunte per un’istruzione che possa permettere loro di colmare le lacune, quindi, per esempio, un sistema di doposcuola.

I rom che frequentano regolarmente la nostra scuola dell’obbligo hanno una grave carenza di prealfabetizzazione e prescolarizzazione, mancanza che non viene mai colmata dalle istituzioni scolastiche e cui i soggetti stessi non sono in grado di sopperire, perché sprovvisti degli strumenti adeguati. Fondamentale e preziosissimo diventa in questo scenario un progetto di doposcuola, finalizzato all’accompagnamento degli studenti di scuole elementari e medie, per il recupero delle competenze di base necessarie per una carriera formativa che possa sfruttare pienamente le potenzialità dell’individuo.

L’Ufficio Migrantes della Diocesi di Cagliari ha compreso tempestivamente codesta priorità e ha lanciato il progetto A scuola con Ceferino, che ha come obiettivo la scolarizzazione e l’integrazione dei minori Rom e intende coinvolgere, a partire da alcuni giovani, insegnanti e volontari, l’intera comunità in vista di un’integrazione reale dei Rom e dei Sinti. La proposta della Migrantes è stata accolta tempestivamente e pienamente dai servizi sociali del comune di Selargius, dando vita a una rete di forze congiunte formata, oltre che dalla stessa Fondazione Migrantes e dallo stesso comune di Selargius, anche dalla Fondazione Anna Ruggiu, la Caritas, la Nuova Sardegna e un eterogeneo gruppo di volontari.

Il progetto partirà con l’inizio del nuovo anno, avrà la durata di almeno un anno e potrà continuare fino a quando le risorse lo permetteranno. Accompagnerà nel loro cammino di istruzione 20 bambini del campo nomadi di Pitz’e Pranu (Selargius) nella Provincia di Cagliari, 15 studenti delle elementari e 5 delle medie, fornendo tre ore giornaliere di lezione dal lunedì al venerdì.

Coordinatrice del progetto è la professoressa Lucia Mallus, insegnante di lettere presso la scuola media di Selargius, la quale donerà volontariamente la sua preparazione e la sua esperienza e amicizia con i Rom all’iniziativa, incontrando inoltre le docenti e i docenti delle scuole per programmare attività di recupero linguistico, ludico-creative, ludico-sportive, igienico-sanitarie e di socializzazione. Mentre i locali saranno offerti dal comune di Selargius.

A scuola con Ceferino ha non solo le inestimabili finalità fin qui esposte ma soprattutto vuole ampliare questa pregevole rete collaborativa, per costruire futuribili rapporti con le famiglie Rom, coinvolgendole in prima persona e facendo comprendere ai genitori che la scuola è un diritto e un dovere, senza il quale non esiste un futuro, e per creare un cambiamento di mentalità e quel vero dialogo tra culture, l’unico strumento capace di integrazione sana ed efficace. Quindi A scuola con Ceferino ha già raggiunto un luminoso obbiettivo, quello di farsi esempio, di dimostrare come, congiungendosi in una rete, le istituzioni e gli organismi civili ed ecclesiali e specialmente l’individuo possono arricchire in sinergia sé e il territorio e che l’integrazione è la più sana forma di importazione di risorse.

Ma a brillare è specialmente l’esempio di Anina Ciuciu, donna Rom, proveniente da Craiova, che, partendo dal maxighetto del Casilino 900 di Roma, il quale ora non esiste più, è riuscita a laurearsi in diritto alla Sorbona, semplicemente sapendo cogliere un’opportunità che le era stata offerta.

(Articolo di F.Martinez 02/01/2017)

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